una nascita

Roberto Mussapi

a mia madre

Il sonno condusse l’astro che genera
il sangue e il fiume arati, la neve.
Cadeva come pane bianco sul vestito logoro,
per quella strada che i passanti chiamarono cielo 
come se tu fossi un lungo cammino.
Volevo camminare ma avevo freddo e solo la voce
il risveglio lasciò le mie mani

intirizzite e nude. Ho raccolto
i giocattoli di quel lago notturno, li ho messi
sul tappeto, per restituirli.
Le costole del bambino bagnate nel fango
diedero al tuo viso un’ombra straniera,
l’astro che generò, l’aura distante,
mentre uno ritorna a casa su una strada tra i campi.
Poi nella luce del mattino tra le verdi persiane
allargando le dita nell’improvviso calore
con gli occhi ancora pieni d’acqua buia del lago
io piansi nella luce e nel nome
mio, io non sapevo
ma quello che non sapevo brucia
negli occhi, lo ricordo.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...