notte

Cees Nooteboom trad. Fulvio Ferrari

Di notte, lungo palazzi di nuvole

e un’ultima terrazza di chiaro di luna,

il sogno di viaggi proibiti,

un portone, sempre chiuso,

ora socchiuso, il pericolo di un’altra

vita, una poesia

 

di un’esistenza capovolta,

in cui la morte non ha falce:

è un’amante su zoccoli d’oro

che ti accarezza il seno

e srotola il tappeto di stelle

perché ti ci possa stendere sopra.

 

Luce ovunque, fino ai denti

della belva, fino alle unghie

dell’assassino e al pugnale lucente

che scrive l’ultima parola,

fuoco, poi con i tuoi occhi di nessuno

vedere senza mai una fine,

 

vedere chi eri.

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