Il corpo della donna porta per l’infinito

Le sante dello scandalo by Erri De Luca Giuntina 2011

le_sante_dello_scandalo_01De Luca si mette in ascolto delle Scritture, non da esegeta, non da erudito e tanto meno da credente, come lui stesso sottolinea, per scacciare ogni dubbio. Si pone semplicemente in ascolto delle parole delle Scritture Sacre lasciando che queste si spalanchino mostrando il loro significato più vero e profondo.

Si pone, con il suo bagaglio di conoscenza della tradizione, della lingua e della storia del popolo ebraico, in ascolto di parole che narrano di donne. Donne coraggiose e certe che sono andate contro le convenzioni e, peggio, contro la Legge per essere sé stesse e dare, inconsapevolmente, alla Legge “una più giusta e misteriosa applicazione”. Donne che con semplicità, determinazione e per passione, compiono scelte di obbedienza a “quella religione visionaria che non si prostra davanti a nessun feticcio…” tracciando storie di appartenenza che rompono gli argini della tradizione mutando il corso del tempo. Ed è quell’appartenenza che consente loro di compiere il salto di qualità, quell’inversione di marcia della vita che le condurrà ad incastonarsi nell’elenco della preziosa discendenza del messia. Loro non eroi, non re né profeti ma donne, adultere o prostitute, diventano porte per il passaggio della “storia più ambiziosa del mondo.”

Quello di De Luca è un ascolto attivo fatto con mente aperta e vigile, libera dal filtro deformante di una religiosità di parte, pronta a tirare sottili e ben visibili fili di corrispondenze, fino a formare una trama fitta ed evidente sulla quale perfino i suoi dialoghi immaginari si incastrano scivolando nei propri solchi con dolcezza, senza alcuno stridore. E così, fuori da qualunque schematismo di genere, la descrizione dei fatti, si dispiega fluida e naturale come un racconto, ricollocando con logico rigore nel loro significato originario parole ed immagini distorte da traduzioni imprecise e tendenziose interpretazioni.

E si lascia sorprendere De Luca, suggerendolo con una chiusa tutt’altro che casuale, lucido e ordinato come già lo abbiamo incontrato ne In nome della madre, nell’atto di liberare, lungo tutto il percorso del libro, le scintille di santità imprigionate nella materia umana.

Maria Luisa Paolillo
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