la sfortuna di chiamarsi Orlando

Orlando by Virginia Woolf  Newton Compton ed. 2010

image_bookLeggero, elegante ma poco impegnativo, pronto con ironia a qualunque occasione come l’abito di un venerdì pomeriggio di primavera in città. 

Si ispessisce con l’arrivo dell’autunno del XIX secolo, di quella lana un po’ grezza che odora di interminabile mattino uggioso davanti al caminetto ad asciugarsi invano pensieri troppo madidi.

Stretto ed eccessivo quello del XX secolo, che indossato già nel quotidiano da chi lo disegna, con lo sguardo deformante dello specchio concavo e convesso, ne altera le linee ed i colori.

Un camerino, quello di Orlando, nel quale troppo è stato rovistato e ribaltato da critica e pettegolezzo alla morbosa ricerca di passaggi segreti per chissà quale mondo dell’ambiguo, chiudendo così tutte le prese d’aria e serrando le finestre spalancate, togliendo luce e respiro all’immaginazione e alla sorpresa.

Maria Luisa Paolillo
QFS_mlp

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...