Equilibrio Ombre e Buone Intenzioni

Mabon e l’Equinozio di Autunno

Ora!

Ora alle 16.21 ora locale è il momento in cui il giorno e la notte restano per un attimo in equilibrio sull’onda del tempo, uno uguale all’altro, distinti e speculari. Un solo attimo per poi riprendere il loro ciclo di lento inesorabile sopravvento l’una sull’altro.

Ora è il momento in cui l’Estate abdica a favore di suo figlio, l’Autunno.

È Mabon, giovane dio gallese, Grande Figlio della Grande Madre, abile cacciatore, legato ai miti di Demetra e Persefone. Siamo nella parte declinante della Ruota dell’Anno, l’ultima festa prima del Capodanno celtico Samhain, che festeggeremo la notte fra il 31 ottobre e il 1° novembre, e la prima delle Festività dell’oscurità, a metà fra i due solstizi quando luce e tenebre sono uguali.

Il Calendario Liturgico Cristiano, invece, non celebra questo giorno che lascia alla scienza e alla natura, ma si prepara a chiudere il Tempo Ordinario discendendo, attraverso la celebrazione di tutti i Santi e la commemorazione dei defunti, verso il proprio capodanno segnato dalla Prima domenica di Avvento, quest’anno il 27 novembre.

Festa iniziatica e di riti misterici.

È tempo di guardare l’altro dentro di sé. È tempo di ricordarci di quell’altro io dentro di noi, quel noioso ingombrante insostituibile doppio che nei mesi di governo assoluto del Sole, abbiamo un po’ trascurato. Scendere nel fondo ctonio del nostro: mente cuore ed acque, ragione sentimenti ed emozioni. Entrare in sereno contatto con la nostra ombra, quella che ultimamente abbiamo visto così poco e che, allungandosi con l’accorciarsi dei giorni, assume contorni via via più definiti.

Quindi, secondo il ritmo della natura e dei riti misterici, dovremmo accantonare i vecchi progetti e goderci i frutti ed il riposo, tornando in armonia con il nostro io più intimo ed oscuro. Ma nella stagione dell’Homo Urbanus, alla navigazione introspettiva deve affiancarsi quella operativa. Per l’Homo Urbanus è tempo di prendere i progetti speculati, incubati, ponderati durante i mesi estivi e trasformarli in opera.

Dice il Maestro Battiato “consideravo […] che l’equilibrio si vede da sé si avverte immediatamente“   (cit. Tra Sesso e Castità, Franco Battiato 2004).

È tempo di equilibrio, dunque di armonia. Di armonia tra la nostra intimità e la nostra esteriorità, tra la progettualità e l’operatività, dove l’ago della bilancia siamo, ahimè, noi stessi. Sì, perché l’equilibrio è l’armonia degli opposti, è il coesistere di tante tonalità e caratteri differenti integrati in una unica personalità. L’equilibrio si rivela nelle emozioni ma vive nell’azione. Vive nei gesti, nelle idee e nei progetti che diventano materia tangibile, udibile, annusabile, visibile, condivisibile, amabile. L’equilibrio sono le idee che diventano azione e bellezza. Questo è evidente in primo luogo nella natura ma anche in tutto ciò che ci circonda ogni istante. Senza questo necessario e faticoso passaggio operativo non potremmo gustare la bellezza e la verità di essa di cui siamo avvolti in modo talmente abbagliante da dovercene dimenticare per non vivere da perenni ubriachi. Senza questo necessario e faticoso passaggio operativo le idee restano solo delle buone intenzioni, bozzoli vuoti che, ristando senza aria né luce, creano quelle necrosi nella volontà causa primaria dei dissesti psicologici che caratterizzano la personalità fobica e apatica di alcune patologie neuropsichiatriche degenerative. In sostanza senza l’azione resta la morte.

Se dunque l’equilibrio è azione e l’azione genera bellezza, non dovrebbe essere necessario essere artisti per essere creatori di bellezza! Questa è una considerazione logica molto confortante che credo possa incidere un sorriso speranzoso in molti di noi, in me per prima. E dovrebbe darci fiducia nel presente -sul futuro ci lavoriamo poi, adesso è un po’ troppo complicato, ma dicono che venga da sé, nell’attimo immediatamente dopo il presente!

Ora, quindi, in questo momento in equilibrio sull’onda del tempo, alziamoci da questo magma miscellaneo di ovvietà e, data una lustratina all’autostima e tenendo per mano la nostra ombra, apriamo quello stupido cassetto di progetti, idee, pensieri, sogni e buone intenzioni, talmente stipati e pressati, accartocciati e invecchiati, alcuni così lucidi da non essere mai stati sfiorati, altri quasi irriconoscibili, stropicciati e sbiaditi, che ce ne sono che saltano fuori chiocciando con insolenza, e ce ne sono di immobili mummificati con un certo odore di stantio. Apriamolo quello stupido cassetto e …

Happy Autumn Equinox – Blessed Mabon

QueenFaee_mlp

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