per capriccio gioco o per necessità

sono nata in una delle poche vie del centro senza portici;
era notte, era estate, era il segno della Cuspide.

Sotto quei portici ho imparato a cadere, poi a camminare e poi a correre con Lei

-la sua bellezza aperta, la sua sensualità discreta, la sicurezza ingenua dei figli del mito americano e del benessere economico-.

In bilico su confini frastagliati, tra un balbettio onomatopeico ed un neologismo improbabile quanto impronunciabile, ho imparato che non esistono righe ma porte, porte che sono mani e sono sorrisi, che sono sguardi e sono gesti che, per chi cresce e vive nella magia e nello stupore del quotidiano, diventano specchi e luoghi d’acqua, rituali, spesso parole.

E poiché è nell’unione dei contrasti che si nasconde l’equilibrio, su quel confine acuto e pungente e in quell’apice profondo la vertigine della bellezza, apro questa Porta, fragile e variegata come l’equilibrio di una Cuspide, con immagini e con parole perché sono, le parole, porte potenti sui mondi.

QueenFaee Studio_maria luisa paolillo 
QFS_mlp 2016

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